Può parlarci del suo ruolo in Veil Energy e di come il suo team supporta le aziende nella conduzione degli audit energetici?
Lavoro in Veil Energy da quasi nove anni, durante i quali ho unito la consulenza energetica alle attività di R&S per i sistemi di recupero di calore. Attualmente guido il team responsabile dell'analisi e della diagnosi energetica, dei miglioramenti dell'efficienza, degli aggiornamenti e dell'accesso agli incentivi, continuando a lavorare su progetti di progettazione di sistemi Combined Heat and Power (CHP).
Nel campo della consulenza, il nostro team supporta le aziende che intraprendono un processo diagnostico (obbligatorio o volontario) in tutte le fasi, dal primo contatto fino all'approvazione finale e alla presentazione alle autorità competenti. Parlo di “processo diagnostico” perché un audit energetico comporta più che la semplice compilazione di un documento. Conduce l'azienda a diventare consapevole del proprio consumo energetico, a classificarlo e a metterlo in relazione con l'attività produttiva, permettendo di intraprendere azioni per migliorare le prestazioni energetiche. È quindi un processo di crescita per il cliente.
In cosa consiste esattamente l'obbligo di audit energetico previsto dal Decreto Legislativo 102/2014 e quali aziende sono tenute a effettuarlo? Quali sono le scadenze?
Secondo l'Articolo 8 del Decreto Legislativo 102/2014, le aziende italiane attualmente obbligate a sottoporsi ad audit energetici sono le grandi aziende, ossia aziende che impiegano più di 250 persone e hanno un fatturato superiore a 50 milioni di euro, oppure che impiegano più di 250 persone e hanno un bilancio superiore a 43 milioni di euro. Dal 2020 in poi, le grandi imprese con un consumo energetico annuo totale inferiore a 50 TEP non saranno soggette a tale obbligo. Oltre alle grandi imprese, anche le aziende energivore e/o gasivore identificate da specifici codici NACE o ATECO e registrate negli elenchi CSEA devono effettuare l'audit energetico. Queste aziende si caratterizzano per un elevato consumo energetico (consumo elettrico non inferiore a 1 GWh/anno o consumo di gas naturale non inferiore a 1 GWh/anno).
L'audit energetico ha validità quadriennale. Avvicinandosi la scadenza, deve essere redatto un nuovo audit e caricato sul portale ENEA prima che siano trascorsi quattro anni dalla data di presentazione del documento precedente.
Da luglio 2024, le aziende energivore che richiedono l'inserimento negli elenchi CSEA (aziende energivore e gasivore) possono farlo se dispongono di una diagnosi valida o se hanno adottato un sistema di gestione energetica conforme alla norma ISO 50001.
Può spiegare l'approccio e le principali fasi che Veil Energy segue nell'esecuzione di un audit energetico?
L'approccio si basa essenzialmente sui requisiti della norma e consiste nelle seguenti fasi (non esaustive): contatti iniziali e invio delle richieste di dati necessari per la preparazione della diagnosi, seguiti da una visita in sito per completare la raccolta dati e comprendere le principali fasi del processo produttivo. Si procede poi con l'analisi dei dati di consumo annuali e mensili e lo sviluppo dei modelli elettrici e termici necessari per distribuire il consumo dei vari vettori energetici tra i diversi utilizzatori.
Successivamente si calcolano gli indici di prestazione energetica (EnPI) e, se richiesto, lo studio dell'evoluzione cumulativa delle prestazioni energetiche nel tempo. Vengono inoltre effettuate analisi CUSUM. L'analisi dei dati si conclude con l'elaborazione dei valori orari per la creazione di profili di consumo orario per giorni tipici.
Nella parte finale del documento di diagnosi vengono proposte al cliente misure di miglioramento per incrementare le prestazioni energetiche. Le fasi conclusive prevedono un incontro con il cliente per presentare la diagnosi, firmare il documento e, se necessario, caricarlo sul portale Audit 102.
Il nostro approccio mira a fornire una caratterizzazione completa del sito, quindi la diagnosi esamina i consumi annuali e mensili per tre anni e i consumi orari per un anno specifico. Inoltre, in collaborazione con il cliente, cerchiamo di identificare le corrispondenze tra i flussi energetici e le fasi del processo produttivo per proporre soluzioni di risparmio mirate ed efficaci.
In che modo la piattaforma E-BOOST consente di aggregare e registrare i dati energetici (ad esempio elettricità, gas, calore) in conformità alla norma UNI CEI EN 16247? Quali vantaggi offre rispetto ai sistemi tradizionali?
Gli audit energetici possono essere condotti senza un sistema di monitoraggio. I dati necessari sono di solito già disponibili alle aziende, ma aggregati. Al contrario, la registrazione dei consumi fornisce dati separati per ciascun utilizzatore. Nel contesto aziendale, i dati di consumo degli utenti hanno un valore significativo nella costruzione di modelli di consumo, in quanto consentono la creazione di modelli più accurati. Considerando che le misure di miglioramento vengono valutate sulla base dei modelli energetici prodotti nella diagnosi, l'importanza delle piattaforme di monitoraggio è evidente.
E-BOOST è un sistema completo che consente la misurazione, visualizzazione e memorizzazione sia dei dati aggregati sia di quelli separati per tutti i vettori energetici presenti nel sito in diagnosi. Questa funzionalità unica è disponibile su un'unica piattaforma, offrendo una soluzione efficiente e semplificata per la gestione dei dati. Questo strumento è estremamente utile poiché integra funzionalità aggiuntive oltre a quelle strettamente necessarie per le diagnosi energetiche.
Può spiegare come viene calcolato un EnPI (Indicatore di Prestazione Energetica) efficace e quali indicatori considera più rilevanti in contesti industriali energivori?
L'EnPI, o indicatore di prestazione energetica, è un indice che mette in relazione il consumo di uno o più vettori energetici con uno o più dati di produzione. Un esempio di EnPI familiare a tutti è il consumo di carburante di un'auto rispetto ai chilometri percorsi (L/km). È quindi un valore che non identifica solo il consumo, ma la prestazione, ossia il consumo in relazione allo scopo che lo genera. Questo è il punto chiave per definire un EnPI efficace: è necessario identificare i dati di produzione dai quali dipende il consumo principale del processo produttivo.
La definizione dell'EnPI è quindi strettamente legata al processo produttivo: il parametro di produzione può corrispondere, ad esempio, ai metri quadrati di superficie trattata in un anno o ai chilogrammi per anno di prodotto finito. Nella scelta del parametro di produzione è importante considerare anche la misura che l'azienda usa normalmente per il reporting interno, quella già identificata in eventuali diagnosi precedenti e quella che ENEA utilizza normalmente nei benchmark del settore in cui l'azienda opera.
Come viene gestita la correlazione tra consumo energetico e parametri produttivi (ad esempio resa macchina, ore di funzionamento, volumi lavorati) tramite E-BOOST? Qual è il ruolo dell'integrazione con i dati di processo?
Tradizionalmente, gli EnPI vengono calcolati su base annuale con riferimento ai consumi complessivi. E-BOOST consente di calcolare automaticamente indici di prestazione aggregati e individuali a vari intervalli temporali (dall'annuale al giornaliero) inserendo i dati di produzione o acquisendoli direttamente.
Calcolare la prestazione energetica delle singole macchine consente di identificare in modo mirato la fonte di deterioramento e/o miglioramento all'interno dell'intero processo produttivo. Inoltre, il monitoraggio ad alta frequenza (ad esempio mensile o settimanale) permette di intervenire rapidamente su eventuali cali delle prestazioni energetiche che normalmente verrebbero rilevati solo a fine anno.
In che modo E-BOOST contribuisce all'analisi dei carichi elettrici al di fuori delle ore di produzione o in modalità standby, e come questi dati possono tradursi in proposte concrete di intervento?
L'analisi oraria dei consumi di elettricità e calore consente di identificare e quantificare i consumi al di fuori delle ore di produzione (ad esempio serate, notti e festività). Va però sottolineato che si tratta sempre di dati aggregati, che non possono essere attribuiti a specifici utilizzatori. Ridurre questi consumi è un compito complesso.
Tuttavia, è più semplice e sicuro se nell'impianto è già installato un sistema di monitoraggio, poiché gran parte dei consumi fuori orario può essere imputabile agli utenti monitorati. In tali casi, l'analisi della curva di assorbimento di un singolo reparto o, meglio ancora, di una singola macchina, consente di identificare in modo univoco quale asset consuma energia fuori dalle ore di produzione. Va sottolineato che non tutti i consumi fuori orario possono essere eliminati, poiché sono ancora necessari per le attività dell'impianto (ad esempio consumo di sale server, celle frigorifere per lo stoccaggio dei prodotti, sistemi di allarme, ecc.).
In un contesto multisito, come gestite la comparabilità tra siti con diversi volumi produttivi?
Gli indici di prestazione energetica calcolati nella diagnosi consentono un confronto diretto delle prestazioni tra siti produttivi appartenenti alla stessa azienda (o a diverse aziende) che svolgono processi simili o molto simili. Come detto in precedenza, nella scelta del parametro di produzione da correlare ai consumi, è importante considerare anche quelli normalmente utilizzati nei benchmark ENEA o negli standard normativi, poiché rappresentano un riferimento che dovrebbe essere identico per tutte le aziende operanti nello stesso settore.
Quali strumenti offrite ai clienti dopo la diagnosi per mantenere un piano di miglioramento continuo? E-BOOST può essere considerato uno strumento evolutivo anche dal punto di vista ISO 50001?
Al termine della diagnosi, molti clienti scelgono di installare un sistema di monitoraggio perché comprendono l'utilità di tracciare i consumi. Se scelgono E-BOOST, offriamo report periodici di efficienza energetica per analizzare i consumi complessivi e le utility monitorate, identificando le inefficienze eliminabili. Molte delle analisi che effettuiamo utilizzano dati già calcolati dalla nostra piattaforma di monitoraggio.
Dal punto di vista ISO 50001, E-BOOST è fondamentale: il calcolo degli EnPI per le singole utility è uno dei requisiti obbligatori per le aziende che decidono di implementare un SGEn conforme alla ISO 50001. E-BOOST include uno strumento sviluppato appositamente per gli EnPI richiesti dal manuale di certificazione.